mercoledì, 30 novembre 2005
Voli pindarici

Succede sempre cosi'. Mi annoio. Vado al supermercato e, al momento di passare alla cassa, scelgo la fila piu' lunga. Dopodiche' l'uomo diventa inconsapevole oggetto del mio studio. In base al contenuto del carrello, ricostruisco per gioco chi e' Lui. Un single per scelta (carrello raffinato e licenzioso), un single controvoglia (carrello piattopronto), un marito felice (carrello prosecco e tortellini), un padre di famiglia con moglie sull'orlo di una crisi di nervi (carrello omogeneizzato-pannolini), un muratore (carrello pane e mortadella), un pensionato (carrello affettati e vino rosso), un marito succube (crema depilatoria per lei), un bulimico, un anoressico, un maniaco dell'igiene, un salutista, un atleta, un frustrato, un truffatore (il cuoco del ristorante cinese che, all'ora di cena, in abito bianco da lavoro acquista affannosamente piatti cinesi precotti da servire ai suoi clienti) ...Si prosegue inventando il film della loro vita. Chi ti aprira' la porta di casa stasera? Chi ti chiedera' come stai? Qualcuno ti abbraccera'? Nulla di che, e' solo il gioco del ridimensionamento, una camera di decompressione emotiva, tanto per fermare un attimo la corsa, per esorcizzare la paura dell' entomologo davanti a una colonia di formiche del bengala; lo scienziato sa che se si avvicinera' troppo, le formiche si spaventeranno e fuggiranno. Ma sa anche che se si avvicinassero loro, sarebbe lo studioso a darsela a gambe. Perche' per osservare rimanendo illesi, occorre mantenere le dovute distanze.

[n.d.c., la canzone e' "Lemon Tree", Fool's Garden, dedicata a una formica del bengala]
postato da: charm alle ore 20:12 | commenti (45)
martedì, 29 novembre 2005
Guardone.

"Ti sei materializzato appena siamo arrivati, con la naturalezza di un appuntamento quotidiano. Te ne stai li' a pochi metri da noi, nella tua automobile, appostato, pazientemente, nel vano tentativo di captare un gemito, intravedere una tetta, una lingua, un pelo pubico. Ostenti il tuo osservarci. Che ti piace mostrarci che ci stai guardando, che stai aspettando, che hai tutto il tempo del mondo. Caro guardone, hai sbagliato giornata, sai? Oggi guardone, non troverai qui quel che stai cercando. Oggi ci saranno solo un uomo e una donna che si incontrano per riconoscersi. Oggi occhi si  fisseranno in altri occhi, mani intrecceranno mani, risate scioglieranno i nodi di lunghe prigionie. Stai perdendo tempo, guardone. Oggi gli attori dello show resteranno dietro le quinte. E dovrai abbassare lo sguardo per pudore. Cali il sipario. Perche' il tempo qui un po' si fermera', e il mondo rimarra'  fuori dai finestrini, lontano dalla danza degli amanti. Che oggi, per l'occasione, questa automobile sara' hotel a cinque stelle, letto di nuvole, casa sul mare, succursale del Paradiso. Faresti meglio ad andare a prenderti un caffe'. Oggi lo spettacolo e' diverso, guardone, e la recita non sara' interessante per te. Lo vedi, oggi l'infinito e' nostro, ed e' tanto piccolo da poterlo racchiudere nell' abitacolo di questa vecchia automobile blu. E in questo buffo drive-in sotto il cielo, c'era solo bisogno di parole calde per stringere legami allentando catene. C'era solo bisogno di fuoco per  sciogliere la neve. C'era solo bisogno che acqua generosa irrigasse questa terra arsa da mesi di siccita'. Lo spettacolo e' finito, amico. Noi andiamo via. Via dal Paradiso. E gia' che ci sei, ce lo dai un passaggio in citta', che l'auto non parte piu?"

[n.d.c. Questo post e' frutto di delirio. La canzone che state ascoltando:  "E...", V. Rossi, dedicata a bionda e ai sogni che mi regala.]
postato da: charm alle ore 19:56 | commenti (43)
sabato, 26 novembre 2005
Le cose inutili.
 
L'orologio alla parete fermo da due mesi. Il giornale di ieri, in una casa senza il caminetto. La sfera di plexiglass con il piccolo tram di San Francisco, quella che se la capovolgi viene giu' la neve. Il calendario dell'anno scorso, che non hai voluto buttare. La radio rotta che nessuno sa piu' aggiustare. Perche' manca il pezzo. Le  troppe mail archiviate, che non rileggerai mai. I libri pieni di polvere, di cui non riesci a leggere oltre le prime due pagine perche' non ti appartengono. Il numero di telefono sulla rubrica, che ormai risulta inesistente. I capelli. Le foto. Le storie ancora non iniziate, ma di cui conosci gia' il finale. Le telefonate in cui non dirai mai quel che vorresti veramente dire. L'amore di adesso.

[n.d.c., se accendete le casse, dovreste riuscire ad ascoltare "Un senso", V. Rossi. Se non volete ascoltare, non accendete le casse, e' semplice.]
postato da: charm alle ore 11:49 | commenti (43)
martedì, 22 novembre 2005
Lavatrice condominiale

La lavatrice condominiale e' un varco, un passaggio senza mezze misure tra l'ignorare completamente e il conoscere intimamente coloro che popolano i vari piani dell'edificio in cui si abita. Capita che la signora dell'appartamento 7, o l'omino inquietante del 4, quello con lo sguardo sfuggente, che pare sempre nascondere qualcosa, o la cinesina del 12, quella con la faccia acqua e sapone, usino la lavatrice immediatamente prima di te, cosi' che tu debba poi trasferire tutto il loro bucato nella asciugatrice. Capo per capo. Mutanda per mutanda. E poi li incontri la mattina dopo, per il consueto interminabile, imbarazzante e silenzioso pellegrinaggio in ascensore. A che piano va? Piano terra. (Guarda che lo so che sotto questi abiti dimessi porti una deliziosa biancheria di pizzo stile film porno anni cinquanta, e l'ho capito che non vivi sola, che c'erano calzini da uomo li' dentro, e pure bucati. Certo che i suoi bambini devono aver fatto un gran porcile, ieri a tavola. E lei li lascia li lascia rotolare nel fango in quel modo? Adoro la sua camicia da notte azzurra, signora. E chi l'avrebbe detto che lo psicopatico del 4 indossa un pigiama con gli orsetti? Certo che e' proprio vero che l'abito non fa il monaco. Strano condividere un inutile segreto con uno sconosciuto. Che tu sai che io so. Pero' non ti conosco. Pero' conosco le tue mutande). Ground floor. Have a nice day.

[Siete stati privati del piacere di ascoltare: When I'm sixty-four, The Beatles]
postato da: charm alle ore 17:28 | commenti (66)
lunedì, 21 novembre 2005
Il sonno del bambino

Bimbo di panna e burro, concepito nel fuoco e nato nel gelo, bello come i sogni senza colpa. Nel sonno chiude la porta alla paura, perche' i suoi mostri vivono al di fuori di lui, si nascondono nel buio e in tutto quel che non conosce. Ma il suo cuore e' bianco come neve. Tu guardi le piccole mani morbide abbandonate nell'aria, e occhi chiusi che si stanno muovendo rincorrendo un sogno. Vorresti anche tu dormire il sonno del bambino. Ma le tue paure sono dentro di te, e tuoi mostri sono nella luce. Allora lo baci piano, per non svegliarlo, baci i suoi capelli, e sai che non ci sara' mai nulla di piu' importante che proteggere quel sonno.

[La canzone che NON state ascoltando: Blackbird, The Beatles].
postato da: charm alle ore 14:07 | commenti (19)
venerdì, 18 novembre 2005
Call center

Il mio solito pit-stop italiano. Di passaggio, a casa, una sera. Mi telefoni a un'ora improbabile, e subito mi pento di aver sollevato la cornetta. Mi parli frettolosa di un piano  telefonico senza canone e senza inganni che mi cambiera' la vita. Io ti sbranerei. Sei tesa, si percepisce. Poche parole per convincermi di qualcosa in cui forse non credi neanche tu. Solo pochi istanti per catturare la mia attenzione, o per farti rifiutare. Siamo il gatto col topo. Sto per chiudere brutalmente la conversazione. Ma poi il tuo accento pugliese mi fa pensare a qualcuno. E penso che sono quasi le nove di sera. E che stai lavorando. E che sei giovane. E che a me del piano telefonico senza canone non importa nulla. Ma mi fermo. E ti chiedo cose a cui non sai rispondere. Ti documenterai, dici, e mi scriverai. E parliamo, e parliamo di cose buffe, del silenzio della sera, di quanto e' aumentato il prezzo della frutta, di dove vorremmo essere in quel preciso istante, e ci mettiamo anche a ridere. Che questa serata non ha alcun senso, ne' per te ne' per me. Lo sappiamo. E dopo mezz'ora, si e' fatto davvero tardi, ciao, e buona fortuna, e le nostre voci sono sorridenti, adesso.
 
[La canzone che NON state ascoltando e' "The sound of silence", Simon and Garfunkel. Il suono del silenzio. Grazie Altervista, come e' umano Lei.]
postato da: charm alle ore 11:23 | commenti (38)
mercoledì, 16 novembre 2005
Comunicazione

Altervista mi ha cancellato l'account. Ho violato il punto 3.4 del regolamento, "Non e' consentito utilizzare un account come semplice spazio per depositare files da scaricare, elementi dinamici o altro materiale utilizzato da siti esterni".  Morale della storia, fine della musica. Forse del blog, io senza musica sono nuda e muta. Q., le tue note saranno qui  fino alla morte tecnica. E poi continueranno fuori, perche' la vita e' li'  che si svolge.
[State ascoltando... nulla che provenga da qui]
postato da: charm alle ore 19:44 | commenti (53)
martedì, 15 novembre 2005
Scacco Matto.

...E poi ci sono partite a scacchi che sbaragliano all'istante tutti i pedoni, che fanno razzia dei cavalli e degli alfieri, che frantumano le torri, per lasciare solo, alla fine, un Re e una Regina.
[State ascoltando, o immaginate di ascoltare, "here's that rainy day". Grazie, Q.]
postato da: charm alle ore 14:05 | commenti (47)
lunedì, 14 novembre 2005
Inevitabili.
 
Ci sono cose che, semplicemente, devono accadere. Sono li' a maturare come frutti al sole per una stagione, aspettando il momento giusto per essere raccolte. Oppure si nascondono per mesi sotto la terra, silenti ma cariche di vita, come le spore dei funghi, che poi basta una sola notte di pioggia per farle emergere tutte insieme da un apparente nulla. Ci sono cose nascoste come nel cuore di un vulcano, in cui il magma si rivolta furioso per anni e secoli, e un giorno, all'improvviso, ci sorprende con la forza della sua inevitabilita'. Ci sono cose che vanno avanti senza chiederci il permesso, che fingono di riposare in noi, ma il loro riposo e' guardingo come quello di un felino, e' solo una attesa, uno scrutare, un conto alla rovescia prima di un appuntamento. Ci sono terreni fertili in cui queste cose non possono evitare di crescere, a dispetto del nostro ostinato negare. E germogliano in noi, a nostra insaputa. Fino ad esplodere. E' inevitabile.
postato da: charm alle ore 09:34 | commenti (40)
giovedì, 10 novembre 2005
Dolce risveglio.
                                                                               
Quando le prime luci dell'alba ti sorprendono addormentata, immersa nella elaborazione di un delizioso sogno erotico. Quando pero' ti svegli di soprassalto perche' qualcuno ti sta vomitando addosso la cena della sera precedente, proprio nel momento piu' succulento di quel sogno. Quando ti alzi e vai a prepararti un caffe', e ti accorgi che il caffe' e' finito, ma poco male, tanto e' finito pure lo zucchero. Quando istericamente ripieghi sul pacchetto di sigarette e non c'e' neanche un mozzicone, e il rivenditore di tabacco e' a due chilometri da casa. Quando ti concedi una meritata , corroborante doccia, e per qualche misteriosa ragione l'acqua pare neve sciolta (e neppure tanto). Quando ti accorgi che hai la nausea e ti senti cosi' male e ti chiedi perche', tra tante galline, il virus dei polli doveva aggredire proprio te. Quando riesci poi a uscire da quell'ambiente ormai ostile di nome casa, a salire in bicicletta per recarti in ufficio, nel preciso istante in cui ha inizio il diluvio universale perfetto, quello definitivo, quello che ripulira' finalmente il mondo da tutti i suoi mali. Quando guardi l'orologio, e vedi che sono solo le 8,30 del mattino, e sei gia' distrutta come se avessi alle spalle una di giornata di lavori forzati nelle cave di marmo. Ecco, e' in quei momenti che sorgono tutti i tuoi dubbi esistenziali.
postato da: charm alle ore 11:41 | commenti (50)