giovedì, 27 aprile 2006
Sprechi collettivi.

Riassumo alcune considerazioni su certe invenzioni relativamente moderne che, a mio parere, sono totalmente inutili. Non solo inefficaci ma anche controproducenti.
1- Il Minoxidil, contro la caduta dei capelli. Il Minoxidil era una soluzione oleo-alcoolica che veniva usata una quindicina di anni fa da tutti i diciottenni maschi di mia conoscenza in crisi di calvizie precoce. Questa sostanza era venduta sotto forma di costosissimi flaconcini, il cui contenuto andava distribuito sul cuoio (s)capelluto, rendendolo simile a carta moschicida. Dopododiche', la capigliatura era progressivamente sostituita da un debole e illusorio strato di ciniglia, una lanugine simile a peluria fetale, per poi cadere del tutto dopo un anno dall'inizio della cura. Rivedendo oggi i vecchi amici, non ho ancora trovato un solo caso in cui il Minoxidil abbia funzionato.
2- Le creme anticellulite. Oltre che ad arricchire i vari produttori e a svuotare le tasche delle sfortunate utenti, non hanno altro motivo di esistere. Non ho ancora trovato un solo caso reale in cui una crema anticellulite applicata a una donna abbia prodotto lo stesso effetto che (secondo la pubblicita') produce sulle cosce dei topi di laboratorio (girocoscia del topo diminuito di 2 cm in un mese di applicazione). (E poi qualcuno di voi sa che cosa e' la pelle a "buccia di arancia"?)
3- La Germania. Con tutti i Paesi che abbiamo in Europa, c'era proprio bisogno della Germania? Qui la birra e' buona e costa meno dell'acqua, ma potevamo bere birra belga, no? Storicamente, potevamo risparmiarci parecchie grane se la Germania non fosse mai esistita. Insomma, non sono ancora riuscita a trovare una prova convincente della utilita' dell'esistenza di questo Paese.
4- Il matrimonio. Attenzione, coppie che vi sposate perche' avete intenzione di "metter su famiglia" e pensate che la legalizzazione della coppia possa tutelare i vostri figli: li tutela, si', ma solo in caso di separazione/divorzio. Quindi e' un controsenso. Se invece vi amate davvero forever and ever, sappiate che la donna single con figli ha molti piu' diritti di una moglie, a cominciare dagli assegni di maternita' fino ai diritti di iscrizione del pargolo all'asilo nido. Quindi consiglierei il matrimonio solo alle coppie che hanno intenzione di dividersi. Negli altri casi, facendo un sondaggio tra Romei e Giuliette che hanno sottoscritto l'eternita' del loro amore, vale lo stesso discorso del Minoxidil.

["Dialogo d'amore", M. Castelnuovo]
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lunedì, 24 aprile 2006
Treno per dove.

In valigia ci hai messo tutto, hai controllato almeno venti volte, e ripetuto mentalmente l'inventario. Bagagli di ricordi preziosi per purezza colore e caratura. E nessuno te li rubera', che i ricordi non sono rivendibili. Nessun controllo doganale e' previsto, per i tuoi pensieri. Hai preso sorrisi, mani, parole, le hai messe dentro di te e chiuse a chiave. Ora puoi salire su quel treno e tornare indietro. Che ti importa se hai lo spirito di una bestia che si reca al macello. Che ti importa di tutto quel che vedrai domani. Che importa se l'ultimo giorno e' gia' terminato, e poi sara'  di nuovo buio e silenzio. Sopporterai anche il peso dei rimpianti, e da ogni briciola di cuore nasceranno querce. Sei piu' forte, oggi. Polmoni pieni. Cuore gonfio e adrenalina. Sai che in valigia hai il tuo tesoro. Felicita' tascabile. It's my life.

["It's my life", Bon Jovi]

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mercoledì, 19 aprile 2006
Maledizione....

...si puo' morire di nostalgia?

["Sei bellissima", canzone che dedico alla amabile Zoe per aver vinto la sfida]
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venerdì, 14 aprile 2006
Raptus

Quando vivevo a Roma, ero piuttosto indecisa su come procedere nella vita. Uno dei dubbi logoranti era, per esempio: rimanere bambina o far finta di essere una donna? Nell'indecisione, indossavo tacchi a spillo di giorno e moppine la sera. Le moppine sono quelle abnormi pantofole a forma di animale di pezza, variamente decorate: le mie consistevano in due orsacchiotte di peluche col vestito a fiorellini, fiocco rosa in testa e borsetta in mano, curate in ogni minimo dettaglio. Molto femminili. In quel periodo avevo anche un coniglietto nano, che tenevo sul balcone di casa. Una sera, la bestiola mi sorprese. Entro' nella mia stanza veloce come un fulmine, sali' sopra la moppina e la fece sua con gesti forsennati. Si', insomma, ci si accoppio'. Dopodiche', veloce come un fulmine, schizzo' fuori dalla stanza. Il tutto (ingresso, amplesso e fuga) sara' durato meno di un minuto. Neanche il tempo di fumarsi una sigaretta, dico io. Ma vabbe'. All'epoca, questo episodio mi traumatizzo', sul serio. La mia adolescenza fini' quel giorno, quella del coniglio, invece, era appena iniziata. Comunque se i conigli sono simboli di fertilita', credo ci sia un motivo.

["I don't want to miss a thing", Aerosmith]
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mercoledì, 12 aprile 2006
Il cane che sapeva leggere

Anni fa mi trovavo a Monaco di Baviera, in Germania, a una fermata della metropolitana dove si incrociavano varie linee dei treni, caratterizzate da colori diversi. Ad attendere il treno, una signora non vedente accompagnata da un cane (pastore tedesco, ovviamente). Io non ho parole adeguate per descrivere l'espressione seria e concentrata di quel cane. Con estrema attenzione, osservo' ogni treno che passava da li', attendendo pazientemente l'arrivo del treno della linea blu. Quindi entro', e si sdraio'. Ad ogni fermata, il cane alzava la testa per leggere il nome della stazione. A certo punto si alzo' e si avvicino' alla porta. Alla fermata successiva, scese.
postato da: charm alle ore 14:30 | commenti (40)
giovedì, 06 aprile 2006
Polvere di stelle

Questa cosa, probabilmente gia' la sai. E se non la sai, te la racconto io. Tutto quello che vedi qui, che puoi toccare, ogni cosa, ogni animale, ogni vegetale, e tutta la materia che compone il tuo stesso corpo, ogni pezzetto di te, proviene da una stella. Una stella -palla di fuoco - vissuta tanto tempo fa, poi morta cosi' come muoiono le stelle, spandendo intorno a se' le sue polveri, che poi hanno obbedito a una legge universale e si sono ricompattate formando il Sole e il sistema solare e dunque la Terra. E quindi siamo fatti di materiale riciclato da una stella. Beh, quando ho scoperto questa cosa ero una bambina. Pero' ricordo che mi sentii una gran figa, all'idea di essere fatta di stella. Anche se si trattava di una stella morta. Anzi, a maggior ragione, mi sembrava che la stella ci avesse ceduto il testimone, mi pareva di avere una missione importante da compiere, una eredita' che nessuno di noi avrebbe dovuto tradire. Pensavo, chissa' quanta luce sara' stata un tempo la mia mano. Quanto a lungo avra' bruciato l'idrogeno che oggi e' trasformato nei miei occhi. (E chissa' se la maestra della seconda B ha avuto luce a sufficienza). Pensavo, e' bello che tanta luce sia poi diventata anche cervello. Anche pensiero. Anche scelta e volonta'.  Nessuno dovrebbe permettersi di insultare il pensiero. Nessuno. Coglioni!

[on air, "Cuore di vetro", Litfiba]
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domenica, 02 aprile 2006
Bombe Molotov sul Cyberspazio?
 
Rispondo solo oggi a quell'anonimo che tempo fa si affaccio' qui sostenendo che avrebbe voluto tirare bombe Molotov nel cyberspazio. Caro anonimo, non posso far finta di nulla quando percepisco tanta ira e tanta frustrazione. Perche' probabilmente ci sono tante cose che sono andate storte nel tuo viaggio. E, pensi, se non avessi costretto la tua ragazza ad abortire, di sicuro oggi la tua vita sarebbe diversa. O se non ti avessero chiuso in un orfanotrofio, o se non avessi abbandonato gli studi, o se quel giorno avessi sorriso invece di voltare lo sguardo, e se tuo padre ti avesse capito, e se ogni tanto dimenticassi l'orgoglio e ti fermassi ad ascoltare, se quel giorno avessi girato a destra anziche' a sinistra, e se la Fortuna ti avesse assisitito, e se il tuo telefono ogni tanto squillasse, e se incontrassi un giorno quello sguardo che aspetti da una vita cercandolo negli occhi di mille puttane, e se avessi avuto piu' cuore o piu' volonta', e se, e se... ma oggi ti ritrovi capitano solitario di questa astronave e vaghi impaurito senza coordinate, smarrito, stupito e segnato, portandoti addosso cicatrici indelebili come ragnatele dell'anima, con quella disperazione che e' gia' (auto)distruzione, chiami la torre di controllo e non hai risposta, e il radar e' rotto, e il tuo pianeta lo hai perso mancandolo di anni luce, e il tuo segnale lo hai lanciato ma nessuno lo sta ricevendo, e fuori e' tutto buio... non conosci la strada, non la conosco nemmeno io, pero' il cyberspazio non c'entra, il cyberspazio sono solo le voci di tanti naviganti come noi, abitanti di un mondo imperfetto, lo sai, il cyberspazio e' un contenitore vuoto, dentro non c'e' nulla. Dentro c'e' tutto. Dentro ci siamo noi.

[Disegno "Papera che precipita con astronave", by Hobbs. Grazie, grande Hobbs!]
postato da: charm alle ore 17:20 | commenti (37)