Il concerto
Tutto era pronto. Il palco allestito proprio in riva al mare, cosi' tranquillo quella sera, la Luna si era messa il vestito migliore per assistere da lassu' al concerto piu' emozionante, quello del loro ritorno. La band aveva regalato parecchie emozioni negli anni 70, le loro canzoni avevano intenerito e innamorato, e loro stessi erano cresciuti insieme tra musica, ribellioni, concerti nei centri sociali, passioni e zero voglia di studiare. Poi di colpo si erano ritrovati uomini, mariti, padri, impiegati, con bocche da sfamare e soldi da portare a casa. Col cuore rassegnato e soffocando la rabbia e l'amarezza, avevano riposto le loro chitarre, il basso in cantina, la batteria a prendere polvere in un ripostiglio, e si erano incamminati ciascuno sulla propria strada, perdendosi di vista. Per ventidue lunghissimi anni. Poi un giorno si erano ritrovati, cosi', per caso, e chiacchiere e risate e pacche sulle spalle e boccali di birra, e quanti anni ha ora tuo figlio, non ti e' rimasto neppure un capello, hai messo su pancia, ti ricordi quel nostro concerto quando hai cantato ... ma come faceva?, prendi una chitarra, ma sai ancora suonare, ho dimenticato le parole, ma la tua voce e' migliorata, e il ritmo non lo hai perso, e dovremmo richiamare S., chissa' che fine ha fatto e se ha ancora la vecchia batteria, so che ha divorziato, chi l'avrebbe detto, e il locale dove suonavamo ogni sabato, chissa' se si ricordano ancora di noi, chissa' se ci prenderebbero ancora, chissa' se esiste ancora...
E cosi' si erano riuniti, avevano spolverato gli strumenti, tolto la ruggine dalle dita, ripulito un vecchio garage, e avevano ricominciato a suonare, prima impacciati, condizionati da un fastidioso senso del ridicolo, poi piu' grintosi, ritrovando poco alla volta lo stesso feeling, la stessa complicita' della loro giovinezza. Certo gli anni non erano passati dolcemente sui loro cuori, solcati da rughe ben piu' profonde di quelle che marcavano i loro visi. Ma la maturita' aveva donato un calore speciale alla voce del cantante, e, a ciascuno di essi, una consapevolezza che si traduceva in una presenza scenica dal fascino senza paragoni. Perche', quando suonavano insieme, il tempo per loro si fermava e i dolori cessavano per un attimo di esistere, e lo squallore e le delusioni rimanevano fuori da quel vecchio garage. Li' dentro erano soltanto, e di nuovo, loro. E la loro musica. E cosi' arrivo' il concerto piu' importante e impegnativo, quello del rientro, quello sulla spiaggia, quello in cui si concentravano le emozioni di tutta la loro vita. Ovvio, per loro era molto piu' di un semplice concerto, era una sorta di rivalsa, era un riappropriarsi di quei fili che avevano perso per seguire strade tracciate da mani fredde ed estranee ai loro cuori, era una rivincita sui rimpianti, era una sfida con la loro immagine scanzonata di tanti anni prima, era uno schiaffo al tempo che aveva curvato le loro schiene, era la voglia di vivere che puoi avere soltanto a quell'eta', perche' a diciotto anni sei troppo sicuro di rimanere giovane per sempre. Salendo sul palco, portavano dentro di se' tutto questo, e molto di piu', davanti alla folla inconsapevole di giovani curiosi e vecchi fans ripescati grazie alle pubblicita' sui giornali locali, e i loro figli, tra il pubblico, erano divertiti, e le loro mogli incredule e un po' indispettite. L'atmosfera era calda, l'adrenalina a mille, gli occhi lucidi, il tempo di un abbraccio . Il cantante coi capelli d'argento, come la Luna quella sera, guardo' il mare, cercando di dominare l'emozione, penso' a quella donna che tanto tempo prima aveva lasciato andare per seguire strade piu' lineari, penso' forse in un'altra vita la ritrovero', penso' vorrei dedicare a lei questo concerto, e in quel momento la musica parti', la chitarra attacco', il basso scandi' le prime note, siamo tornati, ci siamo. E fu allora, proprio allora, che il cantante si esibi' nella stecca del secolo.
[n.d.c. Dedicato a chi non si e' fermato]
Tutto era pronto. Il palco allestito proprio in riva al mare, cosi' tranquillo quella sera, la Luna si era messa il vestito migliore per assistere da lassu' al concerto piu' emozionante, quello del loro ritorno. La band aveva regalato parecchie emozioni negli anni 70, le loro canzoni avevano intenerito e innamorato, e loro stessi erano cresciuti insieme tra musica, ribellioni, concerti nei centri sociali, passioni e zero voglia di studiare. Poi di colpo si erano ritrovati uomini, mariti, padri, impiegati, con bocche da sfamare e soldi da portare a casa. Col cuore rassegnato e soffocando la rabbia e l'amarezza, avevano riposto le loro chitarre, il basso in cantina, la batteria a prendere polvere in un ripostiglio, e si erano incamminati ciascuno sulla propria strada, perdendosi di vista. Per ventidue lunghissimi anni. Poi un giorno si erano ritrovati, cosi', per caso, e chiacchiere e risate e pacche sulle spalle e boccali di birra, e quanti anni ha ora tuo figlio, non ti e' rimasto neppure un capello, hai messo su pancia, ti ricordi quel nostro concerto quando hai cantato ... ma come faceva?, prendi una chitarra, ma sai ancora suonare, ho dimenticato le parole, ma la tua voce e' migliorata, e il ritmo non lo hai perso, e dovremmo richiamare S., chissa' che fine ha fatto e se ha ancora la vecchia batteria, so che ha divorziato, chi l'avrebbe detto, e il locale dove suonavamo ogni sabato, chissa' se si ricordano ancora di noi, chissa' se ci prenderebbero ancora, chissa' se esiste ancora...
E cosi' si erano riuniti, avevano spolverato gli strumenti, tolto la ruggine dalle dita, ripulito un vecchio garage, e avevano ricominciato a suonare, prima impacciati, condizionati da un fastidioso senso del ridicolo, poi piu' grintosi, ritrovando poco alla volta lo stesso feeling, la stessa complicita' della loro giovinezza. Certo gli anni non erano passati dolcemente sui loro cuori, solcati da rughe ben piu' profonde di quelle che marcavano i loro visi. Ma la maturita' aveva donato un calore speciale alla voce del cantante, e, a ciascuno di essi, una consapevolezza che si traduceva in una presenza scenica dal fascino senza paragoni. Perche', quando suonavano insieme, il tempo per loro si fermava e i dolori cessavano per un attimo di esistere, e lo squallore e le delusioni rimanevano fuori da quel vecchio garage. Li' dentro erano soltanto, e di nuovo, loro. E la loro musica. E cosi' arrivo' il concerto piu' importante e impegnativo, quello del rientro, quello sulla spiaggia, quello in cui si concentravano le emozioni di tutta la loro vita. Ovvio, per loro era molto piu' di un semplice concerto, era una sorta di rivalsa, era un riappropriarsi di quei fili che avevano perso per seguire strade tracciate da mani fredde ed estranee ai loro cuori, era una rivincita sui rimpianti, era una sfida con la loro immagine scanzonata di tanti anni prima, era uno schiaffo al tempo che aveva curvato le loro schiene, era la voglia di vivere che puoi avere soltanto a quell'eta', perche' a diciotto anni sei troppo sicuro di rimanere giovane per sempre. Salendo sul palco, portavano dentro di se' tutto questo, e molto di piu', davanti alla folla inconsapevole di giovani curiosi e vecchi fans ripescati grazie alle pubblicita' sui giornali locali, e i loro figli, tra il pubblico, erano divertiti, e le loro mogli incredule e un po' indispettite. L'atmosfera era calda, l'adrenalina a mille, gli occhi lucidi, il tempo di un abbraccio . Il cantante coi capelli d'argento, come la Luna quella sera, guardo' il mare, cercando di dominare l'emozione, penso' a quella donna che tanto tempo prima aveva lasciato andare per seguire strade piu' lineari, penso' forse in un'altra vita la ritrovero', penso' vorrei dedicare a lei questo concerto, e in quel momento la musica parti', la chitarra attacco', il basso scandi' le prime note, siamo tornati, ci siamo. E fu allora, proprio allora, che il cantante si esibi' nella stecca del secolo.
[n.d.c. Dedicato a chi non si e' fermato]
postato da: charm alle ore 23:44 |
commenti (84)
Bambini: nuove frontiere.
Trentasette