martedì, 21 novembre 2006
Il concerto
 
Tutto era pronto. Il palco allestito proprio in riva al mare, cosi' tranquillo quella sera, la Luna si era messa il vestito migliore per assistere da lassu' al concerto piu' emozionante, quello del loro ritorno. La band aveva regalato parecchie emozioni negli anni 70, le loro canzoni avevano intenerito e innamorato, e loro stessi erano cresciuti insieme tra  musica, ribellioni, concerti nei centri sociali, passioni e zero voglia di studiare. Poi di colpo si erano ritrovati uomini, mariti, padri, impiegati, con bocche da sfamare e soldi da portare a casa. Col cuore rassegnato e soffocando la rabbia e l'amarezza, avevano riposto le loro chitarre, il basso in cantina, la batteria a prendere polvere in un ripostiglio, e si erano incamminati ciascuno sulla propria strada, perdendosi di vista. Per ventidue lunghissimi anni. Poi un giorno si erano ritrovati, cosi', per caso, e chiacchiere e risate e pacche sulle spalle e boccali di birra, e quanti anni ha ora tuo figlio, non ti e' rimasto neppure un capello, hai messo su pancia, ti ricordi quel nostro concerto quando hai cantato ... ma come faceva?, prendi una chitarra, ma sai ancora suonare, ho dimenticato le parole, ma la tua voce e' migliorata, e il ritmo non lo hai perso, e dovremmo richiamare S., chissa' che fine ha fatto e se ha ancora la vecchia batteria, so che ha divorziato, chi l'avrebbe detto, e il locale dove suonavamo ogni sabato, chissa' se si ricordano ancora di noi, chissa' se ci prenderebbero ancora, chissa' se esiste ancora...
E cosi' si erano riuniti, avevano spolverato gli strumenti, tolto la ruggine dalle dita, ripulito un vecchio garage, e avevano ricominciato a suonare, prima  impacciati, condizionati da un fastidioso senso del ridicolo, poi piu' grintosi, ritrovando poco alla volta lo stesso feeling, la stessa complicita' della loro giovinezza. Certo gli anni non erano passati  dolcemente sui loro cuori, solcati da rughe ben piu' profonde di quelle che marcavano i loro visi. Ma la maturita' aveva donato un calore speciale alla voce del cantante, e, a ciascuno di essi, una consapevolezza che si traduceva in una presenza scenica dal fascino senza paragoni. Perche', quando suonavano insieme, il tempo per loro si fermava e i dolori cessavano per un attimo di esistere, e lo squallore e le delusioni rimanevano fuori da quel vecchio garage. Li' dentro erano soltanto, e di nuovo, loro. E la loro musica. E cosi' arrivo' il concerto piu' importante e impegnativo, quello del rientro, quello sulla spiaggia, quello in cui si concentravano le emozioni di tutta la loro vita.  Ovvio, per loro era molto piu' di un semplice concerto, era una sorta di rivalsa, era un riappropriarsi di quei fili che avevano  perso per seguire strade tracciate da mani  fredde ed estranee ai loro cuori, era una rivincita sui  rimpianti, era una sfida con la loro immagine scanzonata di tanti anni prima, era uno schiaffo al tempo che aveva  curvato le loro schiene, era la voglia di vivere che puoi avere soltanto a quell'eta', perche' a diciotto anni sei troppo sicuro di rimanere giovane per sempre. Salendo sul palco, portavano dentro di se' tutto questo, e molto di piu', davanti alla folla inconsapevole di giovani curiosi e vecchi fans ripescati grazie alle pubblicita' sui giornali locali, e i loro figli, tra il pubblico, erano divertiti, e le loro mogli incredule e un po' indispettite. L'atmosfera era calda, l'adrenalina a mille, gli occhi lucidi, il tempo di un abbraccio .  Il cantante coi capelli d'argento, come la Luna quella sera, guardo' il mare, cercando di dominare l'emozione, penso' a quella donna che tanto tempo prima aveva lasciato andare per seguire strade piu' lineari, penso' forse in  un'altra vita la ritrovero', penso' vorrei  dedicare a lei questo concerto, e in quel momento la musica parti', la chitarra attacco', il basso scandi' le prime note, siamo tornati,  ci siamo. E fu allora, proprio allora, che il cantante si esibi' nella stecca del secolo.
 
[n.d.c. Dedicato a chi non si e' fermato]
postato da: charm alle ore 23:44 | commenti (84)
lunedì, 13 novembre 2006
Bambini: nuove frontiere.    
 
Non voglio convincerti di quanto sia gratificante avere un bimbo, ne' insistere sulla gravita' del calo demografico. A volte penso addirittura che l' estinzione del genere umano per certi versi non sarebbe male. Sta a te metterti una mano sulla coscienza e compiere una obiettiva valutazione di opportunita', figli si', figli no, figli boh. Vorrei solo fornire qui un piccolo prontuario di usi alternativi dell'infante che, in tempi di crisi energetica economica sociale etc., potrebbe tornare utile. Quindi, ecco un parziale elenco di utilizzi atipici del baby.

Diapason: il suono emesso da un infante di eta' compresa tra zero e due mesi dopo circa 60 minuti dall'ultima poppata corrisponde ad un purissimo Sol diesis della quinta ottava. Sesta ottava se sono passati 80 minuti. E cosi' via, 20 minuti=una ottava. (Inutile per chi debba accordare un basso).
 
Termometro: preparata la vasca con acqua e abbondante schiuma ti accingi a fare il bagno ma ti sorge un dubbio sulla temperatura. Immergi prima l'infante: se questi vira rosso, l'acqua e' bollente. Se vira blu, l'acqua e' troppo fredda.

Lucidapavimenti: dopo aver dato la cera, poni un panno in feltro sotto le ginocchia dell' infante e lascialo gattonare allegramente sul pavimento.
 
Dissuasore chiamate inopportune: "Pronto qui e' Fastweb lei e' gia' a conoscenza del nostro piano tariffario..." "Scusi non posso stare al telefono, ho il baby che piange" (nel frattempo, abbi l'accortezza di togliere il ciuccio dalla bocca del baby mentre gli strappi dalle mani il suo giocattolino preferito, e avvicina la boccuccia santa del baby alla cornetta del telefono).
 
Accessorio per rimorchio: e' dimostrato scientificamente, papa' al parco con il baby attira donne come mosche su carta moschicida. (Papa' al parco da solo verrebbe scambiato per maniaco sessuale).
 
Generatore di numeri random (per programmatori esperti): puoi fare a meno di sofisticate e noiose routines fortran come la randomgen o peggio. Spiega una volta per tutte a tuo figlio che in un triangolo rettangolo l'area del quadrato  costruito sull'ipotenusa e' la somma dei quadrati costruiti su due cateti. Poi chiedigli quanti lati ha un triangolo.
 
Pompa per autostima: "com'e' la mamma, com'e'?". "E' beeeeeeella". "Chi e' piu' bella, mamma o Giorgia Surina?" "La maaaaaamma". 

Vape ecologico: nelle zanzarose notti d'estate, prova a dormire con un bimbo accanto. Il baby ha  il sangue molto dolce e le  zanzare pungeranno lui invece che te. Insetticida economico e che non buca l'ozono.

Zavorra:  "il piombo che ti salva la vita" (*)

Vaccino omeopatico: pare che il vomiticcio e gli sputacchi dei baby siano talmente pieni di germi da immunizzare le persone che sono maggiormente a contatto con l'untore. Meglio del Bifidus, garantito (**).
 
Fialetta puzzolente (uso per Carnevale) (***)

Spuntino domenicale: per comunisti estremi. (****)

Airbag: No! Non sognartelo neanche. Ma come ti viene in mente? Infame.

Attrezzo per quadratura del cerchio: non so come, ma i bambini ci riescono. Sempre.

Varie ed eventuali: spia; piccione viaggiatore; accompagnatore per gita a Disneyland, raccattapalle.

[Con un nodo alla gola, e con emozione, RadioCharm vi regala "Coi piedi per terra", Modena City Ramblers. Grazie a Toni.]

(*) suggerita da absolutelyficion
(**) suggerita da Sinforosa72
(***) segnalata da Maxzulli
(****) suggerita da Masso
postato da: charm alle ore 10:21 | commenti (76)
lunedì, 06 novembre 2006
Trentasette
 
Trentasette, gli anni che compiva quel giorno.Trentasette, come la temperatura dell'aria in citta' in quella torrida estate. Trentasette, il numero di chiamate perse che trovo' al mattino sul suo telefonino, dimenticato a casa la sera prima, mentre usciva a festeggiare il suo compleanno. Trentasette telefonate da un numero sconosciuto, trentasette grida senza risposta, nella notte, mentre lei si scatenava nel frastuono di una discoteca evaporando le tensioni accumulate in quel suo atipico lavoro. Aveva militato per anni come volontaria negli alcolisti anonimi, fino a diventare un punto di riferimento, un supporto insostituibile per tutte le anime senza bussola che frequentavano il centro. Non avrebbe mai saputo chi la cerco' quella notte. Ma il giorno dopo, alla riunione settimanale, qualcuno mancava, qualcuno che non sarebbe mai piu' tornato in quella casa delle disperazioni anonime. Avvengono cose, a volte, di cui non comprendiamo il significato, segnali irrisolti che ci mettono in allarme e scuotono la coscienza, e poi rimangono li', a roderla per tutta la vita, come tarli.

[Disegno by Enrico Mancini (digilander.libero.it/enricomancini). On air, "il timido ubriaco", Max Gazze', grazie a Enrico e a Masso]
postato da: charm alle ore 10:46 | commenti (65)
giovedì, 02 novembre 2006
Il giocoliere del Destino (il romanzo Fantasy piu' corto del mondo)

Prologo, Epilogo. L'epica storia che mi accingo a narrare ebbe inizio nella terra di Shavlon, patria di Gildor, figlio di Elidor, nipote di Abradon, zio di Fortior, cugino del prode Shavu, seme di quella stirpe di eroi le cui gesta erano destinate a segnare per sempre le sorti del regno di Firegon, inondato dal sangue degli avi innocenti, e ad imprimere col ferro e col fuoco il simbolo del loro coraggio sugli immortali discendenti dei valorosi combattenti della battaglia del fosso di Terror. Fu allora che Paperino si accorse di aver sbagliato favola.

Nota dell'autore: continuano a scambiarmi per lo sportello richieste miracoli. Continuo a non prendere sul serio tali richieste.

[on air, una canzone. Boh]
postato da: charm alle ore 02:24 | commenti (56)