domenica, 17 dicembre 2006
La prima volta che ho fatto l'amore, io non c'ero.
 
Sto parlando della prima volta qui, sulla Terra, ovviamente. Perche' li', sul pianeta dal quale provengo, le cose erano molto piu' semplici e molto diverse. Tanto per dirne una, io li' ero maschio e avevo quattro anni (ebbe', il mio pianeta ruota molto lentamente intorno alla sua stella). Quando mi piaceva una ragazza e volevo farci l'amore, mi bastava emettere un ultrasuono e toccarle il lobo dell'orecchio. Lei rispondeva cambiando colore: se il verde della sua pelle virava al giallo, allora non c'era affinita' chimica. Ma se virava in azzurro, era fatta. Allora era bellissimo: poneva il settimo dito della mano sulla sua tempia, e guardandomi fisso nell'occhio emetteva un suono modulato, simile a quella cosa che qui, sulla Terra, si chiama "musica". Il mio corpo veniva percorso da una corrente elettrica a basso voltaggio, ed era tutto molto romantico, pur non richiedendo alcun contatto fisico. Alla fine, come fossimo balene terrestri, da un buco del nostro cranio partivano i fuochi di articio, una esplosione di corpuscoli profumati e colorati simili a polline, che rimanevano a danzare nell'aria per ore. Poi c'e' stata questa cosa qui dell'esperimento, quella del progetto sullo studio dei comportamenti umani. Per cui mi hanno mandato sulla Terra per la tesina sperimentale "patologie umane I: le emozioni" (mi e' andata bene, una mia amica l'hanno inviata qui per il tema "patologie umane II: gli impiegati delle ASL"). E cosi' mi ritrovai con le sembianze di  umano femmina ("donna") a dover affrontare la mia "prima volta". Ma quella volta non c'ero. Mi  ripresentai alla seconda, e poi alla terza. A lungo ho tentato di raccogliere materiale per questa parte della tesina. Ma qualcosa non ha funzionato. Sara' che la pelle, qui, non vira mai all'azzurro e non ha le squame. Sara' che gli umani hanno tanti occhi, ben due anziche' uno solo, ma non mi sanno  guardare. Sara' che hanno troppe mani, ma non sanno accarezzarmi la mente. La corrente elettrica non e' sincronizzata, il voltaggio non e' regolato. Mi mancava la musica telepatica e il colore dei fuochi di artificio dalla testa. Non c'e' nulla che non vada nei terrestri, o in me. Semplicemente, non sono terrestre. Domani torno sul mio pianeta, non ho scritto neppure un rigo sulle emozioni umane. La mia amica e' ancora alla ASL.

[Disegno "il contatto", by Enrico Mancini, http://digilander.libero.it/enricomancini.
On air, "Sunny afternoon", The Kinks]
postato da: charm alle ore 23:08 | commenti (97)
martedì, 12 dicembre 2006
Poche parole.

Sentite questa parola, masticatela bene e a lungo, cercate di percepirne il sapore, l'odore, il colore oltre la musicalita', sillabatela, fatela volare, mischiatela nel contesto di una frase, di un richiamo, di un saluto:
bambini.
Non e' perfetta?

Parole che odio (si', io so anche odiare): Ti volevo sentire. Come procede il viaggio. Materialismo imperante. La vita e' fuori. Mi manchi tanto. Sei troppo magra. Sei bene in carne. Il mio gatto. Ti amo. Per sempre. Come sei dolce. Cerca di riposare. Coraggio. Cerca di mangiare qualcosa. Andra' benissimo, come al solito. Ma in che mondo vivi? Pianifichiamo. Puerpera. Ossimoro. Il nostro amore. Non pensi quel che stai dicendo. Ti sbagli. Ho una paura fottuta di perderti. E stai un po' attenta. Io ti conosco. Lo so io di cosa hai bisogno. Ti devi volere piu'  bene. Non ti fai mai sentire. Scusa la franchezza. Tira fuori le unghie. Spesso e volentieri. Buon week end  allungato. Vivo per te. Mi sposo. Auguri.

Parole che amo: Liberta'. Gioca ancora un po' con me, ti prego. Legame. Da grande ti sposero'. Complicita'. Vorrei parlarti del principio di Mach. Abbiamo scoperto che. Ho avuto un'idea. Annusa. Ho pensato a quella cosa che mi hai detto. Ti racconto una storia. Guarda. Senti cosa ho sognato. C'e' un mistero. Ossidiana. Basalto. Lo sai che..? Sei davvero bella. Ottimo lavoro. Senti questa canzone. Ti parlo di me. Ti ascolto. Dormi pure, qui ci penso io. Se tu vuoi, domani prendo l'aereo e arrivo. Sei forte. Chiama pure, a qualsiasi ora. Sei una strega. Sei una stronza. Ma io non me ne vado. Sono qui. Rimango.

[Dedicato al mio migliore amico, per tutte le volte che si offri' di venirmi a trovare, per tutte le volte che gli risposi di no.].

State ascoltando "Enjoy the silence", vecchia cover dei Depeche Mode, interpretata da Tori Amos.
postato da: charm alle ore 14:58 | commenti (65)
mercoledì, 06 dicembre 2006
Astinenza

Guarda come sei ridotta. Senza mezzi termini: questa e' una crisi di astinenza, lo sai cosa signifca? Non puoi piu' smettere. Ci sei dentro fino al collo. Pensare che te ne eri sempre tenuta alla larga, che ti vantavi della forza della tua mente, che mai avresti pensato di giungere a questo punto, proprio tu. Nonostante i  troppi momenti di debolezza, eri convinta che non lo avresti fatto mai. Ricordi bene come hai iniziato, chi ti invito' a cadere, dicendo "e' bello, prova con una dose minima, se non ti piacera' potrai sempre fermarti". Non era vero. Da allora sei stata assente per gli amici, hai smesso di rispondere al telefono, sei stata confusa e approssimativa nel lavoro, proprio ora che ti hanno affidato delle reponsabilita'. L'ultima volta che l'hai fatto e' stato proprio ieri sera, su quel treno Eurostar, tornando a casa. E il viaggio si e' trasformato in un paradiso. La mente era altrove, lontana anni luce dal treno, e non esisteva piu' nulla oltre quel piacere di adrenalina, eccitazione, e quell'ovattato avvolgimento di crisalide fuori dal mondo. Non avevi fame, non avevi  sete, non avvertivi piu' la stanchezza, non avevi piu' paura di nulla, non desideravi nulla e nessuno, ti sentivi forte come un  leone. Fino a quando. Finche' non e' finita e tu non ne avevi piu' ma ne avevi ancora un bisogno incontrollabile, e di colpo hai ripreso lucidita', freneticamente hai pensato a come procurartene ancora, sapevi che saresti arrivata a casa non prima di mezzanotte, e che a casa non ne avevi piu', e che a quell'ora non saresti riuscita a trovare un rifornitore, e l'idea di  passare la notte senza la tua dose ti riempiva di smisurato terrore. Non hai trovato soluzione. Questa notte ti ha fatto male, sudavi, le mani tremanti, la salivazione eccessiva, hai inzuppato il cuscino, non passava mai, mai. Esagerata lentezza del tempo, quando aspetti una sentenza. All'alba sei uscita, girovagando come un'ubriaca in mezzo a loro, gli altri, aspettando che lui tornasse al suo spaccio, sapendo che solo lui aveva il potere di venderti il paradiso, e che avresti pagato qualsiasi prezzo per averne ancora un po', un altro po', ti supplico, solo fino a stasera, non mi importa di domani, ne ho bisogno adesso, ADESSO. Non avevi piu' la forza di reggerti in piedi, stamattina, e davanti a lui ci sei arrivata camminando sulle ginocchia, la tua bocca ormai completamente asciutta, la luce del giorno ti stordiva. Solo con uno sforzo disumano sei riuscita a chiedergli, con un bisbiglio, quasi morendo sul bancone del negozio: "Ti scongiuro. Dimmi che hai i dvd della seconda serie di Lost".

[Vi regalo "Road Trippin' ", RHCP. Poi non dite che non vi tratto bene]
postato da: charm alle ore 09:22 | commenti (58)