Fuori dal tunnel
Oggi e' un anniversario importante per me. Un anno fa sono uscita da un tunnel. Quale? Uno dei tanti tunnel in cui si puo' entrare nel corso della vita, quando la distrazione o la vigliaccheria ci fanno perdere l'orientamento. Da altre trappole sto lentamente uscendo, e la liberta' e' davanti a me, vicina da poterne sentire il profumo. Uscire da certi tunnel e' un po' come rinascere. Ci si sente un po' pulcini bagnati, infatti. Bene. Mi chiedo: e adesso?
Grazie a chi sa.
Marzo (Poesia)
Primetime morning,
mattina di marzo
la sveglia suona
aspetta, mo' m'arzo.
Oggi e' un anniversario importante per me. Un anno fa sono uscita da un tunnel. Quale? Uno dei tanti tunnel in cui si puo' entrare nel corso della vita, quando la distrazione o la vigliaccheria ci fanno perdere l'orientamento. Da altre trappole sto lentamente uscendo, e la liberta' e' davanti a me, vicina da poterne sentire il profumo. Uscire da certi tunnel e' un po' come rinascere. Ci si sente un po' pulcini bagnati, infatti. Bene. Mi chiedo: e adesso?
Grazie a chi sa.
Marzo (Poesia)
Primetime morning,
mattina di marzo
la sveglia suona
aspetta, mo' m'arzo.
postato da: charm alle ore 13:27 |
commenti (42)
Raccontero' la cosa strabiliante che accadde al mio amico EdOOXVAHD7.7MS3 (lo chiameremo Eddie) quando fu mandato sul pianeta Terra a raccogliere materiale per la tesina "Intelligenza umana: mito o realta'?". Una mattina, Eddie (foto a sinistra) si intrufolo' in un cassonetto della spazzatura alla ricerca di batterie alcaline formato AAA per fare colazione. Mentre rovistava tra i rifiuti, udi' un suono simile a una sirena: "U-U-Ueeeee". Eddie, che aveva studiato per la tesina, era a conoscenza di questa umana (disumana) usanza di abbandonare, talvolta, i loro cuccioli in tal modo. Con scientifica curiosita', osservo' quello sporco fagottino che puzzava di immondizia. Ora, occorre considerare che Eddie proveniva dal IV pianeta di Shaula (Gamma Scorpii), e che, vivendo sulla Terra da tanto tempo, aveva ormai solo un vago ricordo dei suoi simili. Perche' la nostalgia iniziale era stata cosi' forte da offuscargli la memoria, in virtu' di un istinto di sopravvivenza che in certe razze aliene e' sorprendente. Ma ecco che avvenne il prodigio. Quel piccolo umano era...diverso. Il suo modo di annusare l'aria in silenzio, di osservare e di toccare la luce intorno a se', socchiudendo gli occhi. Il suo viso, cosi' bello da sembrare irreale, cosi' indefinito da non sembrare neanche umano, cosi' alieno da sembrargli affine, cosi' vago da sentirlo vicino, ed evocargli in un attimo famiglia, casa, giochi d'infanzia, ricordi, tutto, tutta la sua vita, tutto cio' che era stato su Shaula e che aveva "amato" (per tradurre in termini terrestri e riduttivi un concetto che lassu' e' ben piu' vasto) prima di cancellarlo dalla mente. Diverso, si': non aveva mai visto un cucciolo d'uomo piu' bello di quello. Non era solo bello: era perfetto. I loro sguardi finalmente si agganciarono, e i due strani tipi, il fagotto ora tranquillo e tutto lercio, e l'alieno di Shaula alla ricerca di pile alcaline per la colazione, si conobbero. E si riconobbero. Non si lasciarono piu'. Eddie non capi' mai il significato del biglietto che il bambino aveva con se' ("e' un bambino Down", c'era scritto). L'unica cosa che capi', e di cui non ebbe mai piu' dubbi, fu che i legami non hanno un luogo, una eta', un colore, e neanche un sesso, e non appartengono a questa o quella costellazione. Con lui, in qualunque punto dell'Universo, Eddie si sarebbe sentito a casa.
Caramelle (dagli sconosciuti)