mercoledì, 28 marzo 2007
Api
Mentre guardavo i cartoni animati dell' Ape Maia, ieri sera, mi e' venuto un dubbio. A cosa serve il pungiglione delle api? Che senso avrebbe come arma di difesa se, una volta usato, l'ape e' costretta a morire? Ci ho pensato su, e credo di aver capito! L'ape usa il pungiglione non per difendere se stessa, ma per difendere il gruppo, o l'Ape Regina. Sacrifica la propria vita per proteggere la comunita'. E non e' un ideale politico ne' una scelta frutto di sterili misticismi: e' la sua natura.
Geneticamente, l'ape "sa" che potra' usare questa arma una sola volta nella vita, e quindi non ne abusa, valutera' se e quando sara' giusto dare la vita per sventare una minaccia che la vedra' comunque perdente.
Non so te, ma io certe volte, osservando gli animali, rimango davvero sbigottita. Penso che millenni di civilizzazione, di architettura, di religione, di filosofia, di politiche piu' o meno contorte, non hanno neppure avvicinato l'uomo a quella perfezione innata di alcune strutture naturali che qualcuno definisce inferiori.
Io, la prossima volta che un'ape mi pungera', mi sentiro' in colpa.
Nota poi che nel mondo delle api funziona tutto: affari interni, affari esteri, sanita', trasporti, comunicazioni, famiglia, scienza, senza bisogno di alcun Ministero.
[n.d.c. Non fare lo schizzinoso, dai. Accendi le casse e sparati "I was born to love you", Freddie Mercury. Su Radio Charm, la radio senza capo ne' coda.]
martedì, 13 marzo 2007
Tintoria da Maria
Ci sono luoghi in cui, entrando, ti sembra di trovarti in un tempio. Di piu': ti sembra di essere proprio al cospetto di Dio. La "Tintoria da Maria" e' uno di questi luoghi. Maria e' un donnone di una certa eta', con voce bassa e lo sguardo di chi sa sempre come intervenire, di chi ha esperienza, saggezza, di chi le viste tutte, di chi ha padronanza tanto di giacche e camicie quanto del piu' delicato tessuto dell'esistenza. Maria e la sua bottega sono rassicuranti, come qualcosa che c'e' da sempre e che sopravvivera' a tutto. Come quello strano odore di tintoria, che non e' mai cambiato. Come quella presenza nel retrobottega (l'aiutante di Maria), una sorta di Deus-ex-machina cui Maria si rivolge e che nessuno e' mai riuscito a vedere, come un atto di fede. Perche' il mondo si divide in chi distrugge e chi costruisce, chi rovina e chi ripristina, chi sciupa e chi restaura, chi sporca e chi pulisce, chi contagia e chi cura. Maria non si limita a smacchiare e stirare: ha cura delle cose, anche di quelle che non valgono niente, anche di quelle vecchie che volevi solo riporre nell'armadio fino al prossimo inverno, le tratta tutte col medesimo rispetto, restituisce loro una dignita' a volte immeritata. Come la giacca nera che Lui indossava la sera in cui di nascosto usci' con quella ragazza. Maria me l'ha riconsegnata pulita e ben piegata, avvolta in una carta beige, e guardandomi negli occhi ha annuito e mi ha sorriso. E mi e' sembrato tutto sopportabile.
venerdì, 09 marzo 2007
Separata (poesia)
Cosi' oggi sono Separata.
Come il tuorlo dall'albume, come il chicco dalla pula
come il lago dal ghiacciaio, come il mondo dalla Luna.
Separata ma legata, con quel fil che nulla spezza
ancora voglio darti, ancora un' ultima carezza.
Mirare ancora oggi la tua interior bellezza,
respirare la tua anima confusa nella brezza
Si' , lascia che ancora io ti accarezzi il cuore,
avvicinati, amore, lasciati squartare.
(by Charma Merini). Dedicato a tutte le donne separate, con l'augurio che l'ironia sia l'ultima cosa ad abbandonarle. Disegno by E. Mancini.
On air today, "The Price", Twisted Sisters, perche' ci ho passato del tempo con questa canzone, tanto tempo, e tanto tempo fa.
mercoledì, 07 marzo 2007
Una lettera
Cara amica,
e' da cosi' tanto tempo che non ci sentiamo piu'. Se ci incontrassimo oggi, dovremmo ricominciare dall'inzio, a conoscerci, intendo, perche' l'affetto no, quello non si e' mai cancellato, ma oggi siamo donne diverse e cosi', se ci incontrassimo oggi, dovrei scoprire chi sei, dovresti scoprire cosa sono diventata, dovremmo avvicinarci con cautela, con il timore di trovare ferite dove non ce le aspettiamo e di trasformare involontariamente una carezza in un dolore. Amica mia, non saprei da dove cominciare il mio racconto, magari dovremmo sederci a un tavolino con una birra in mano come ai vecchi tempi, ma io non bevo piu', e gia' vedresti che qualcosa e' cambiato, poi ti parlerei di quella notte in cui ti cercai al telefono e non ti trovai, e stavo piangendo ma ora non piango piu', vedi, anche questo e' cambiato, quella notte ti avrei detto le stesse parole che tu dicesti a me, oggi ti direi che non ne valeva la pena, e anche in questo, vedi, sono cambiata. Ti direi che la ragione e' nemica dell'amore, e che sono troppo razionale perche' la sfida abbia senso, che la rabbia che mi suscitava la tua razionalita' era poi tutta per me che mi specchiavo in te. Vorrei poterti dire che mi sei mancata, in realta' sei sempre stata cosi' in me che non e' vero, non mi sei davvero mancata, gli amici non "mancano", e pensare che non lo sapevo cosa fosse un amico, anche questo, vedi, e' cambiato.
Ho imparato a giocare con il Lego, ho smesso di aspettare, so finalmente la differenza tra l'eros e un budino di pane, sorrido spesso ma non so piu' cucinare, e anche questo e' cambiare.
Oh, sono sempre io pero', quella in perenne lotta con Dio, quella che vorrebbe poter avere un credo, una qualsiasi fede, una qualsiasi religione, un ideale politico, una squadra del cuore, una battaglia per cui dare la vita, qualcosa per cui perdere la testa, e invece continuo a pensare che non ci sia nulla fuori di me per cui valga la pena morire. Nulla, eccetto. Non tutto e' cambiato. Mangio ancora pane e musica al mattino, pianto semi in terra per vederli germogliare, trasformo lo zucchero in diamanti e continuo a cadere sempre in piedi (ma un giorno comprero' una rete, non si sa mai). Amica mia, sono sempre, ancora, all'ascolto. Non e' vero, parola di astronoma, che l'Universo e' silente, basta saper ascoltare. Anche il silenzio. Anche la voce di chi non c'e', o non c'e' piu', o addirittura non c'e' mai stato. Allora vieni, siediti qui, oggi, parlami di te.