lunedì, 23 aprile 2007
Glissando
Da molto tempo scrivo su queste pagine virtuali, senza dire mai alcunche' di rilevante. Oggi non voglio fare eccezioni alla regola. Ermetica pure oggi.
1- "La perfezione e' un difetto. Non avendo questo difetto, sei perfetta".
2- Tu l'ami? Se non puoi rispondere con assoluta certezza "si'", allora la risposta e' "no".
3- Chi medita il suicidio ha spesso il terrore delle malattie incurabili. Perche' vuole essere lui a decidere come e quando evaporare. Se non si e' padroni di scegliere il tragitto, che si scelga almeno la meta. Pura illusione.
mercoledì, 18 aprile 2007
Il figliol prodigo
A me la parabola del figliol prodigo ha sempre provocato crisi di nervi. Insomma, c'e' un padre che ha due figli. Uno bravo e uno "un po' sbandato". Quest'ultimo, fin dai tempi dell'asilo, ne combina di tutti i colori: stupri, furti, atti di vandalismo, rapine... pare addirittura che abbia venduto l'intera collezione di figurine del fratello in cambio di erba buona, e che abbia avuto la prima esperienza sessuale sodomizzando la propria baby sitter. Un vero teppista, dunque. Senonche' c'e' questo padre saggio e illuminato che si sente in dovere di tirare giu' santi e madonne per festeggiare il giorno in cui il figliuol prodigo torna a casa dopo la sua ennesima fuga alla ricerca di se stesso: e cosi', quel giorno, si sgozzano agnelli e si stappano bottiglie di Champagne che per comprarle si e' dovuto aprire un mutuo. Il figlio "bravo" (secchione antipatico noioso e affatto figo) che fin ora se ne e' stato sempre zitto, nell'ombra, a fare quel che tutti si aspettano da lui (ossia, non creare problemi), fa timidamente notare che il giorno della sua laurea manco un brodo de bechi o una telefonata alla zia Pina. Prontamente, il saggio padre gli appioppa uno sberlone: "Sta' zitto tu, che ti si bravo e te ga' sempre fa' el tuo dover, che minchia c'era da festeggiare, rosicon, torna nell'angolo". Non so, a me tutto questo e' sempre sembrato tristemente ingiusto. Perche' il padre dava per scontato che il figlio buono (lo "sfigato" moderno) lo fosse di default? Perche' non festeggiare (simbolicamente) la sua quotidiana buona condotta piuttosto che l'evento eccezionale del bastardo che torna a casa? Perche' il figliol prodigo e' stato sempre incoraggiato a suon di regali, premi e cotillon negati invece all'altro figlio? Perche' non gratificare il figlio buono? Poi dicono Caino e Abele... Per anni ho rimuginato su questa parabola, alla luce di quel che ho vissuto io con mio fratello, costruendo evoluzioni successive in cui il figlio buono diventa un boss della mafia e fa sgozzare il padre dai suoi sicari, mentre il figliol prodigo finisce in analisi dopo una irreversibile regressione alla fase fetale. Ma questa e' un'altra storia.
Parabola del giorno:
Vivere puo' esser duro, morire puo' essere assurdo, ma, garantisco, la cosa peggiore e' morire a meta'.
[on air: "Bisanzio", F. Guccini. Grazie a Babo.]
lunedì, 16 aprile 2007
Quesito per chi legge.
X, moglie di Y, invasa dal sospetto, si mette a frugare nella posta di Y, e scopre che questi ha una relazione che va avanti da tempo con un'altra donna. Y ha ingannato X. Anche X ha commesso una grave invasione della sfera privata di Y, leggendo la sua posta. X deve dire a Y che sa, confessando cosi' di aver letto la posta? Come venire a capo di una cosi' infame e infelice situazione?
Matematica e paradossi
Proprieta' associativa: a+b+c= (a+b)+c = a+(b+c). Consideriamo la seguente serie S (serie, somma infinita di termini, indicati con dei puntini): S=a-a+a-a+a-a+a-a+........
e valutiamone il risultato usando tre diversi approcci.
1) S=a-(a-a)-(a-a)-(a-a)-.... = a-0-0-0-....= a
oppure
2) S=(a-a)+(a-a)+(a-a)+... = 0+0+0+... = 0
oppure
3)S=a-S che implica S=a/2
La stessa quantita', S, sembra corrispondere a tre diversi valori. Il paradosso e' nell'assumere che ci sia un inizio.
venerdì, 13 aprile 2007
Col cuore invano.
La bora stamattina sembra un sinusoide, con sbuffi periodici e regolari sopra la mia stanchezza. Trovo simboli ovunque ma non ne raccolgo il significato. Come il bull dog che mi guardava, sullo zerbino della porta di casa. Come quei due che si baciavano alla fermata del tram. (Vorrei riuscire a scrivere di Te, se la smettessi di essere solo sogno). Mi manca l'aria qui, dove chi vince porta l'impronta dell'ipocrisia sul proprio biglietto da visita. Continuare a giocare avendo sovvertito le regole del gioco e' un gesto kamikaze. Continuare a giocare con regole che sono solo le mie, senza neppure ricordare piu' quale gioco sia. Accorgermi che ogni istante che ho dedicato, ogni pensiero condiviso, ogni parola che ho speso, ogni cosa che ho fatto, l'ho fatta cosi'. Col cuore invano.
[Su RadioCharm, "Eppure sentire", Elisa.]