lunedì, 16 luglio 2007
Di bombe H e altri vaneggiamenti
Quando ero piccola mi piaceva immaginare la seguente (macabra invero!) situazione: bomba H colpisce il pianeta Terra. Ogni forma di vita viene distrutta. Ma gli edifici rimangono intatti, cosi' anche i servizi commerciali e le gelaterie. Io sono miracolosamente l' unica superstite in un pianeta silenzioso. Ma, da sola,  sono comunque condannata. Decido quindi che entrero' nella migliore gelateria della citta' e moriro' cosi': mangiando gelato. Col cucchiaino, direttamente dalle cassette della gelateria. Senza che nessuno mi possa fare obiezioni. 

Oggi il mio blogghetto compie due anni: auguri, croce e delizia.
postato da: charm alle ore 13:45 | commenti (55)
mercoledì, 11 luglio 2007
Oh my God.

Io una volta credetti di averlo incontrato davvero, dio. Una emozione violenta, la sensazione di trovarmi davvero, forse per la prima volta in vita mia, davanti a qualcosa di veramente sacro, inspiegabile, misterioso, un momento che parve conclusivo come il risultato inconfutabile di una ricerca in laboratorio. Una volta, una notte d'estate, me lo ricordo, ero certa di averlo trovato, dio, era li', davanti a me cosi' inatteso e cosi' bello che mai avrei creduto possibile, cosi' consolatorio e seducente, col sapore di una risposta che arriva finalmente dopo aver interrogato l'oracolo talmente spesso e talmente a lungo che non ci pensavi neanche piu' che una risposta esistesse davvero.  Il profumo di dio era come l'odore del borotalco, rassicurante e evocativo, semplice contro ogni previsione, e al tempo stesso era ovvio che non avrebbe potuto essere diverso. Credevo proprio di avere incontrato Dio, quella notte d'estate, in quel giardino. Ma era una lucciola.

La redazione di Radio Charm e' lieta di proclamare il suo folle e atavico  amore per le notti d'estate.
postato da: charm alle ore 23:49 | commenti (16)
giovedì, 05 luglio 2007
God in an elevator una storia vera
 
Giorni fa ho conosciuto Sonia, tedesca trapiantata in Illinois, che mi ha raccontato una sconcertante storia. Anni fa, Sonia ebbe una lunga relazione con un ricco americano, proprietario di un intero grattacielo nel centro di Chicago. La coppia conviveva in un appartamento all'ultimo piano dell'edificio. Quest'uomo lavorava nella torre di controllo di un aereoporto, finche' la tossicodipendenza gli impedi' di continuare. Lei, a sua volta, fu risucchiata dal suo uomo nel tunnel dell'eroina, della cocaina, del crack. Alla dipendenza fisica si aggiungeva quella psicologica, e la totale incapacita' di cogliere le opportunita' della vita. Di quegli anni oscuri, Sonia ricorda molto bene i lunghi tragitti in ascensore, su e giu' nel grattacielo, alienata, con lo sguardo fisso sul pavimento e addosso l'indifferenza o il disgusto degli inquilini che si trovavano di volta in volta a salire o scendere con lei. Molti di loro non le rivolsero mai un saluto in dieci anni. Non tutti, pero'. Ci fu qualcuno in quel bizzarro ascensore che si mosse a compassione: un ometto malvestito la invito' talvolta a bere un caffe' (*). E poi ci fu una ragazza, che scendendo dal 39esimo piano, la invito' a pregare insieme, proprio li', davanti alle porte dell'ascensore, tra la gente che andava e veniva. Gente cosi' frettolosa da non fare forse neanche caso a quella strana coppia unita in preghiera. In una citta' come Chicago, tutto sembra cosi' normale da non meritare il tempo di uno sguardo in piu'. Fatto sta che, per la coincidenza di un momento, la vita di Sonia cambio' completamente. La sua fede, nata quel giorno nell'ascensore di quel grattacielo, divenne l'arma che la salvo'. Dalla droga, dall'amore malato, dalla morte.  Oggi Sonia ha un sorriso molto bello, e ama molto il suo Dio, "I love God", ripete convinta e rapita. Io annuisco e ricambio il sorriso, penso che il vero miracolo non e' lassu' o fuori di noi ma proprio e solo nella speranza che a volte nasce anche in una mente incenerita. Penso che non sia indispensabile chiamare "Dio" la forza che abbiamo in noi, ne' chiamare "volonta' divina" l'inesplicabile rete di eventi e coincidenze che oggi travolgono, domani ci salvano proprio quando abbiamo un piede gia' oltre l'orlo del precipizio.  Perche' la sola cosa concreta e reale e' che Sonia ha incontrato il SUO "Dio" in un ascensore, ed  e' tornata alla vita. Tutto il resto e' mistero, un mistero bello come il sorriso di lei, e non posso far altro che contemplarlo, nelle  scuole coperte di murales, negli autobus affollati, o davanti alle porte cigolanti di un ascensore.

(*) Quando, dopo alcuni anni, lei fu in grado di comprendere l'invito, accetto'. Questo "ometto" e'oggi uno dei piu' piu' grandi astrofisici viventi, e Sonia e' sua moglie.
postato da: charm alle ore 16:40 | commenti (23)