Congelatore a pozzetto
"Questa settimana non faremo la spesa. Consumeremo quel che abbiamo nel congelatore". Categorica e incontestabile. Nessuna possibilita' di appello. Come sempre. Rassegnato, sollevi il coperchio del mastodontico elettrodomestico, alla ricerca del companatico per rilassare lo stomaco contratto e dare refrigerio al tuo sangue in ebollizione. Sotto un primo strato di gelatini Fiordifragola e una ridondanza di cubetti di ghiaccio, ecco apparire la spesa di Primavera, in pacchettini ordinatamente incartati e allineati. Inutile meticolosita', pensi. Piu' in basso i residui dello scorso Inverno: quel che rimane dei vari prendi3-paghi2 che lei ama tanto e che, inevitabilmente, rimangono li', dimenticati e subito sepolti dai nuovi 3x2, in una smania di accumulo che ha il sapore della noia e della frustrazione. E scavi ancora, ed ecco esigenze di polli, e opulenze di merluzzi, e perfino i funghi dello scorso Autunno, inatteso ricordo di una furtiva gita nel bosco mano nella mano con chi non dovevi, e non potevi. Ora sei un archeologo che scava tra le rocce sedimentarie, che piu' vai giu' e piu' torni indietro nel tempo, e a forza di scavare nel pozzo sei gia' arrivato alla gloriosa Estate di quattro anni fa (quando hai pescato tanto di quel pesce che non sapevi piu' che farne, ed e' finito qui insieme al resto). Cerchi, scendi, ma sembra che non debba mai finire. Ecco inequivocabili spettri degli anni Ottanta, e perfino brandelli degli anni Settanta... e' come sviscerare la tua anima, questo tragicomico viaggio nel passato. E ti aspetti, e forse anche speri, di ritrovare, da un momento all'altro, tra gli hamburger e i bastoncini Findus, il suo sex appeal, i suoi movimenti leggeri e impercettibili, la sua pelle trasparente, il suo sorriso disarmante, e tutto cio' per cui un tempo, tante Estati fa, l'avevi amata "finche' morte non ci separi". Di trovarlo ancora, intatto, nel ghiaccio, nello strato piu' profondo di questo vecchio congelatore a pozzetto.
"Questa settimana non faremo la spesa. Consumeremo quel che abbiamo nel congelatore". Categorica e incontestabile. Nessuna possibilita' di appello. Come sempre. Rassegnato, sollevi il coperchio del mastodontico elettrodomestico, alla ricerca del companatico per rilassare lo stomaco contratto e dare refrigerio al tuo sangue in ebollizione. Sotto un primo strato di gelatini Fiordifragola e una ridondanza di cubetti di ghiaccio, ecco apparire la spesa di Primavera, in pacchettini ordinatamente incartati e allineati. Inutile meticolosita', pensi. Piu' in basso i residui dello scorso Inverno: quel che rimane dei vari prendi3-paghi2 che lei ama tanto e che, inevitabilmente, rimangono li', dimenticati e subito sepolti dai nuovi 3x2, in una smania di accumulo che ha il sapore della noia e della frustrazione. E scavi ancora, ed ecco esigenze di polli, e opulenze di merluzzi, e perfino i funghi dello scorso Autunno, inatteso ricordo di una furtiva gita nel bosco mano nella mano con chi non dovevi, e non potevi. Ora sei un archeologo che scava tra le rocce sedimentarie, che piu' vai giu' e piu' torni indietro nel tempo, e a forza di scavare nel pozzo sei gia' arrivato alla gloriosa Estate di quattro anni fa (quando hai pescato tanto di quel pesce che non sapevi piu' che farne, ed e' finito qui insieme al resto). Cerchi, scendi, ma sembra che non debba mai finire. Ecco inequivocabili spettri degli anni Ottanta, e perfino brandelli degli anni Settanta... e' come sviscerare la tua anima, questo tragicomico viaggio nel passato. E ti aspetti, e forse anche speri, di ritrovare, da un momento all'altro, tra gli hamburger e i bastoncini Findus, il suo sex appeal, i suoi movimenti leggeri e impercettibili, la sua pelle trasparente, il suo sorriso disarmante, e tutto cio' per cui un tempo, tante Estati fa, l'avevi amata "finche' morte non ci separi". Di trovarlo ancora, intatto, nel ghiaccio, nello strato piu' profondo di questo vecchio congelatore a pozzetto.
postato da: charm alle ore 18:25 |
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