venerdì, 14 settembre 2007
On the road

La carrozzeria e' a posto, da esposizione direi, dal paraurti alle fiancate. Perfetto, meglio di dieci anni fa. Il motore lo abbiamo riparato, e' stata la parte piu' difficile ma  ora siamo pronti per andare ancora avanti, nonostante la strada percorsa abbia lasciato il suo segno, nonostante le candele che mi hai rubato per gioco, e nonostante te. I tergicristalli li abbiamo messi nuovi, si sa mai che l'autunno ci bagnasse ancora lo sguardo. Lo specchietto retrovisore lo abbiamo eliminato a scanso di tentazioni, perche' non si guarda indietro, mai. Le gomme aderiscono al suolo, l'olio e' per la prima volta pulito, l'autoradio non si e' mai spenta. La patente e' ancora valida, i punti sottratti hanno pareggiato con quelli guadagnati per la fluidita' della guida in gimcana. L'assicurazione non ha senso di essere, tanto non si ha mai risarcimento per il male che ci si fa, o che si provoca.  Sui sedili oramai non c'e' piu' il profumo di te, di noi, dei nostri amori, dei nostri umori, solo questo alito di arbre magique di serie come la tua giacca, come i miei capelli, come le parole che domani ci diremo.  Le cinture le ho allacciate, ma non troppo, che senno' sembra prigione, senno' non sembra vita, e invece no, perche' la strada e' davanti a me, il semaforo e' verde, e non c'e' nessun motivo, nessuno, per cui io ora non dovrei mettere in moto e partire. Ma mi sapete dire dovo lo trovo un benzinaio?
postato da: charm alle ore 16:17 | commenti (40)
mercoledì, 12 settembre 2007
Kill Dream

Parola mia, che sono stata sempre una sognatrice, e' la mia natura, quella di avere la testa fra le nuvole. Ma... mi sono stancata di vivere in "un mondo tutto mio". E' solo che troppo sognare non porta lontano. A dirla tutta, non fa avanzare di un passo. Puoi costruire castelli e intere citta', ma finche' tutto vive solo nella tua mente non ci saranno neanche due mattoni in fila.
Spendere parole grosse, immense, che non hanno alcun corrispettivo reale: e' esattamente come spendere banconote del Monopoli, puoi permetterti di spendere il milione, il miliardo anche, tanto sono soldi finti, e allora cosa ti costa. Forse e' per questo che sono parsimoniosa di parole. Perche' non mi piace inflazionarle. Perche' non voglio che siano come le banconote del Monopoli. Perche' se dico di desiderare qualcosa, o qualcuno, ho bisogno di muovere un passo in quella direzione, un passo che non sia solo un volteggiare nella mente. Senno' tutto rimane in un patetico limbo di sentimenti immaginati grandi e di fatto inconsistenti. Non si puo' pretendere di combattere le guerre puniche senza spargimenti di sangue. Non si puo' parlare di amore se quei mattoni non li hai mai messi uno sull'altro, fosse anche solo per inciamparci e sbattere la testa.  Insomma, forse e' giunto il momento di spostarsi da questa scrivania, da questo pc, forse e' giunto il momento di salire su un piedistallo e mostrare il culo. Forse e' giunto il momento di ricominciare a farsi male.

O la smetti di sognare, oppure abbi il coraggio di sognare ad alta voce.
postato da: charm alle ore 13:05 | commenti (22)