Anticipi di stagione
Cosa potra' mai accomunare i bambini, quelli piccoli tutti profumati, e i vecchi, quelli vecchi e affatto profumati. Cosa potra' indurre una mano dalla pelle liscia come una rosa a stringersi su una mano grinzosa e ruvida come una raspa. Che strana coppia e' questa, tra capelli di seta e quella opaca stoppa che qualcuno chiama pietosamente "fili d'argento". Come guardano il mondo quegli occhi spenti, e come lo guardano invece quegli occhi pieni di meraviglia. Non hanno nulla, nulla in comune. A parte il fatto di essere entrambi nanerottoli barcollanti, di non avere il senso dell'equilibrio, di perdersi, di avere bisogni. Di non essere autonomi. Di essere anzi cosi' dipendenti che bisognerebbe essere pazzi incoscienti per fare uscire un bimbetto da solo, o un vecchietto da solo. Eppure, ecco la magia. Li metti insieme e, zac, se ne vanno a zonzo sul lungomare, i due nani, mano nella mano, mangiando un gelato, e parlano tra loro e sorridono e si divertono anche, e camminano nel sole, e non si perdono affatto, e non hanno ne' bisogno ne' voglia di te ne' di chicchessia. Li metti insieme e non devi piu' accudirli - seguirli- rincorrerli- pulirli- sorreggerli- interpretarli- orientarli. Li metti insieme, un vecchio e un bambino, e due fragilita' unite si trasformano nella potenza dell'Universo, da cui ogni umana stupidita' e' definitivamente esclusa. Anche oggi li ho visti. Improbabili coppie complici nonni-nipoti. Era come vedere l'alba che da' la mano al tramonto, senza che esistesse piu' il giorno, ne' ancora la notte. E cosa hanno in comune l'alba e il tramonto, se non il riverbero della loro luce. Ma forse e' cio' che basta. Davanti alla loro misteriosa armonia, guardandoli camminare pian piano sul lungomare, senza fretta, senza tempo da inseguire, chiusi nella loro personale bolla di sapone, li ho invidiati.
Cosa potra' mai accomunare i bambini, quelli piccoli tutti profumati, e i vecchi, quelli vecchi e affatto profumati. Cosa potra' indurre una mano dalla pelle liscia come una rosa a stringersi su una mano grinzosa e ruvida come una raspa. Che strana coppia e' questa, tra capelli di seta e quella opaca stoppa che qualcuno chiama pietosamente "fili d'argento". Come guardano il mondo quegli occhi spenti, e come lo guardano invece quegli occhi pieni di meraviglia. Non hanno nulla, nulla in comune. A parte il fatto di essere entrambi nanerottoli barcollanti, di non avere il senso dell'equilibrio, di perdersi, di avere bisogni. Di non essere autonomi. Di essere anzi cosi' dipendenti che bisognerebbe essere pazzi incoscienti per fare uscire un bimbetto da solo, o un vecchietto da solo. Eppure, ecco la magia. Li metti insieme e, zac, se ne vanno a zonzo sul lungomare, i due nani, mano nella mano, mangiando un gelato, e parlano tra loro e sorridono e si divertono anche, e camminano nel sole, e non si perdono affatto, e non hanno ne' bisogno ne' voglia di te ne' di chicchessia. Li metti insieme e non devi piu' accudirli - seguirli- rincorrerli- pulirli- sorreggerli- interpretarli- orientarli. Li metti insieme, un vecchio e un bambino, e due fragilita' unite si trasformano nella potenza dell'Universo, da cui ogni umana stupidita' e' definitivamente esclusa. Anche oggi li ho visti. Improbabili coppie complici nonni-nipoti. Era come vedere l'alba che da' la mano al tramonto, senza che esistesse piu' il giorno, ne' ancora la notte. E cosa hanno in comune l'alba e il tramonto, se non il riverbero della loro luce. Ma forse e' cio' che basta. Davanti alla loro misteriosa armonia, guardandoli camminare pian piano sul lungomare, senza fretta, senza tempo da inseguire, chiusi nella loro personale bolla di sapone, li ho invidiati.
